Mar | 09
20
Venerdì
GliAffidabili in Silicon Valley - Parte 2 |
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Autore :
alexred » Questo articolo è stato letto: 2661 volte » |
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| Notizie Joomla in Italia | |||
Rimaniamo ancora in contatto con l'inviata speciale in Silicon Valley di cui abbiamo parlato in questo articolo di febbraio. Giulia ci descrive questa prima fase di ambientazione californiana accompagnata da un progetto che ha Joomla nel cuore.Sono arrivata ormai da un mese, mi sono sistemata nella mia casa di Castro con tanto di coinquilina cuoca del miglior ristorante della valle (Chez Panisse di Berkeley) mi sono comprata una bicicletta e ho iniziato a vivere questa nuova fase californiana. In Silicon Valley le cose girano molto piu velocemente che in Italia a cominciare dai soldi. Le possibilita’ di funding sono molto numerose, il processo e’ lungo e per avere successo bisogna essere molto determinati e avere in mente obiettivi estremamente chiari. Nel 2008 gli investimenti sono scesi notevolmente quindi, sebbene non sia forse il periodo migliore per venire a battere cassa, e’ comunque sempre un buona occasione per incontrare molta gente e imparare tanto. Gli Affidabili, ora diventati The Reliables, sono ospitati nella struttura di Redwood del Plug and Play Tech Center. Questa struttura creata nel 2006 da Saeed Amidi, giovane imprenditore locale, e' stata concepita con l'obiettivo di mettere in piedi una solida comunità di startup a cui dare la possibilità di fare network offrendogli gli strumenti per navigare a vista nella complessa rete sociale della Silicon Valley. In questi tre anni Amidi e’ riuscito a radunare nei suoi tre centri (Sunnyvale, Redwood City e Palo Alto) 220 start up che oggi possono approfittare di prezzi bassi per l’affitto di locali ma soprattutto godere della solida rete di relazioni che permette di essere introdotti rapidamente a business angels e mentors e di avvicinare partner importanti quali giganti del mercato come Sun, Yahoo, Microsoft. In alcuni casi lo stesso Amidi, che ha creato un societa’ chiamata Amidzad, investe con altri soci nelle startup incubate. Ad oggi, le societa’ passate e ancora presenti nelle sue struture sono riuscite a raccogliere oltre 450 milioni di dollari. In aggiunta a cio’, nei suoi centri si organizzano incontri, si viene invitati a partecipare ad EXPO, forum di investimento, ed eventi promossi da universita’. Il prossimo in ordine di tempo sara’ a fine marzo a Stanford, a cui parteciperemo presentando il nostro sito in versione anglosassone: thereliables.net Attività centrale quindi, in queste settimane, e' quella di imparare a presentare bene il proprio progetto sia agli investitori che ad un pubblico piu' ampio di ascoltatori e per farlo e' necessario strutturare bene il pitch. To pitch in inglese significa 'to try to persuade someone to do something', che tradotto in italiano sta per: provare a persuadare qualcuno a fare qualcosa. Il pitch qui in America, e in particolar modo in Silicon Valley, e’ un’arte come quella dell’oratoria, e Guy Kawasaki ne e’ il guru. La sua teoria 10-20-30 e’ in tutti libri che trattano l’argomento e il suo video su youtube e’ stato visto da oltre 80mila persone. Tanto per capirci lui la riassume cosi: 10 slides scritte con font 30 e 20 minuti per presentarle (senza leggere) ma cliccando qui sotto potrete ascoltarlo dalla sua stessa voce. 10-20-30 Presentation Rule. Se entrate in una qualsiasi libreria ci sono centinaia di libri che vi preparano a questa esperienza come ‘Communicating the American Way’ scritto da Elisabetta Ghisini, docente alla Graduate School of Business di Stanford e fondatrice della società Verba International. Elisabetta ha tenuto per noi partecipanti di Mind The Bridge un bel corso di tre ore in cui ha declinato i punti principali da tenere a mente nell’affrontare questa sfida. Può sembrare semplice ma prepararsi a fare un pitch per noi italiani e’ cosa veramente complessa, per me in particolar modo dal momento che sarò costretta a rivedere tutto ciò che mi e’ più caro come gesticolare, creare frasi lunghissime, parlare per termini altisonanti, e ragionare per induzione. Vi terro' aggiornati! a presto
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